“Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]
Rosso Askatasuna
A Torino, il 1° maggio del 1999, nel corso di una partecipata manifestazione contro la guerra in Serbia — guerra promossa dalla NATO e a cui partecipò anche l’Italia con mezzi aerei — ci furono aspri scontri tra polizia e manifestanti, avvenuti subito dopo il tentativo da parte di uno spezzone del corte di arrivare in testa ed esporre un striscione contro i partiti di governo che avevano avvallato gli attacchi aerei.
Poche ore dopo quegli scontri, senza alcun preavviso la polizia entrò all’interno del centro sociale Askatasuna, picchiando e arrestando chi c’era dentro e devastando tutto quello che si trovava di fronte: «la biblioteca venne distrutta, e vennero lasciate, a mo’ di firma, inequivocabili scritte sui muri e piscio sui libri stracciati a terra. In mezzo a quella barbarie, alcuni compagni e alcune compagne riuscirono a salire sui tetti, e resistendo diverse ore, di fatto impedirono uno sgombero che pareva ormai effettuato», si legge su InfoAut.
Dalla storia di quegli scontri e di quell’atto di aggressione da parte della polizia nacque un documentario realizzato da Armando Ceste con l’attore Beppe Rosso.
È la cosa che resta di oggi, e la puoi vedere qui.

Cose che restano
- Restare umani
- Il lavoro non pagato
In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]
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