Free Basics è una piattaforma che consente di accedere gratuitamente da mobile, tramite browser o app, a alcuni servizi selezionati, in alcuni paesi e zone rurali dove l’accesso a internet è limitato, non solo per carenza infrastrutturale e tecnologica – su questo Facebook sta lavorando su altri fronti -, ma anche a causa di risorse economiche limitate. Se esci da Facebook o da uno dei siti disponibili gratuitamente, devi attivare un piano dati a pagamento.
Lo schema logico è: se le persone possono avere accesso gratuito a internet (a Facebook?), le loro vite miglioreranno, si legge sul sito di Free Basics. Oppure: se più persone sono connesse, più persone si iscriveranno e interagiranno tramite Facebook, un modo, cioè, per penetrare lì dove Facebook può ancora crescere: Africa, India, Sud-est asiatico, America Latina.
Dopo il fallimento indiano Free Basics ha proseguito a mappare con la bandierina Facebook molti paesi meno sviluppati, soprattutto in Africa. Grazie alla partnership con le compagnie telefoniche locali, la piattaforma Free Basics è disponibile, oggi, in trenta paesi africani, incluso il Madagascar, dove collabora con Orange e la nuova compagnia BIP, ancora però poco diffusa sull’Isola.
Testando il servizio si capisce perché si chiami “basic”. Nella versione di Facebook disponibile, non è possibile vedere né foto, né video, né ovviamente seguire link postati da altri utenti. Per farlo, è necessario cliccare su “passa alla versione a pagamento”. Si è così automaticamente invitati a acquistare un pacchetto dati di Orange.
Oltre a questa versione di quella che potremmo definire “Facebook retrò”, con Free Basics si accede a un’altra manciata di siti altrettanto basic, come una versione ridotta di BBC Afrique.
I servizi disponibili sono suddivisi in categorie:
– Comunicazione, cioè esclusivamente Facebook e Messenger.
– Sport e Tempo Libero propone un solo sito di calcio e scommesse, al quale è stato impossibile accedere.
– Compravendita mette a disposizione due siti di annunci gratuiti per comprare e vendere, entrambi con link corrotti che portano a pagine inesistenti.
– In Sanità e Sicurezza si trovano BabyCenter, che offre consigli di esperti sulla gravidanza e i bambini, Malaria No More (che restituisce “errore 503 servizio non disponibile”), WikiHow. Informazioni urgenti, che conduce all’unico servizio davvero interessante e curato, “Internet of Good Things” di Unicef, un pacchetto di risorse gratuite “salvavita” nell’ambito dei diritti dell’infanzia, situazioni d’emergenza come gravi malattie e catastrofi, igiene, sicurezza su Internet.
– Formazione è la sezione più deludente. Grande assente Wikipedia, tra le risorse disponibili figura invece Dictionary.com, che è stranamente solo in inglese, nonostante le lingue disponibili per il servizio Free Basics in Madagascar siano francese o malgascio. L’esperienza più assurda è stato provare il motore di ricerca Bing, ai cui risultati non si può ovviamente accedere senza un pacchetto dati pre-acquistato. C’è, poi, Worldreader, una sorta di book club per la lettura digital e Tamblero.com che sarebbe moto utile ai produttori agricoli malgasci, se solo si riuscisse a accedere dall’app. Teoricamente è un software gratuito per la gestione di allevamenti o piccoli appezzamenti di terra. Nella pratica ha dei problemi tecnici da risolvere con Free Basics.
La sezione Attualità e Meteo propone BBC Afrique, un blog sul Madagascar (anche qui c’è un messaggio di errore: “error establishing a database connection”), un altro sito di news, Newsbite.org che non carica.
Infine, la categoria Lavoro, con la versione Free Basics del sito malgascio My Asa di ricerca di lavoro. Puoi condividere su Facebook con gli amici un’offerta di lavoro interessante. Però, è ovvio, non si può inviare una email per far arrivare il proprio cv, perché serve un pacchetto dati a pagamento.