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Lampedusa è un posto dove noleggi un’auto in riserva e la lasci sempre in riserva. «La cosa più frequente che rubano sull’isola è la benzina, puoi lasciare tranquillamente l’attrezzatura video e computer incustodita che tanto non saprebbero come rivenderla.
Ma non lasciare mai il serbatoio pieno».

Del resto, l’isola è lunga dieci chilometri per tre e con 5 euro di gasolio ci si può andare avanti una settimana.

 

Lampedusa è questo: un villaggio un po’ decadente con la fortuna di avere un ambiente naturale unico che vive di turismo di massa e di malelingue.
Come solo un paesino di 6000 abitanti può essere.

 

In questa serie in quattro episodi, Cecilia Ferrara ti racconta i cittadini, i migranti, i pescatori e i luoghi.

Episodi
04 - I luoghi
2 Febbraio 2020
Il Cimitero di Lampedusa è appena fuori dal centro urbano, a Cala Pisana. Proprio accanto alla discussa centrale elettrica a gasolio dell’isola. È un cimitero diviso in 2 parti, una parte monumentale e una suddivisa in corridoi con le lapidi una sopra l’altra, una accanto all’altra.
03 - I pescatori
2 Febbraio 2020
Fare i pescatori a Lampedusa non è semplice, tra i migranti che arrivano e i banchi di pesca che si rimpiccioliscono. Ma una cosa è sicura nessuno di loro lascerebbe mai dei naufraghi in mare, questo lo ripetono tutti.
02 - I migranti
2 Febbraio 2020
«Sono arrivato nel 2011 ho vissuto per anni senza documenti un po’ dappertutto ma soprattutto a Bologna. Facevo lavoretti, ho anche spacciato. Ero un invisibile, poi mi hanno beccato e mi hanno riportato in Tunisia»
01 - I cittadini
2 Febbraio 2020
Lampedusa l’hai vista in televisione. Hai visto Carola Rackete arrestata sul Molo Favaloro e le dirette ai tempi dei braccio di ferro tra Salvini e le navi delle ONG. C’è stato il Papa, ci sono stati i capi di stato europei a omaggiare le vittime del naufragio del 3 ottobre 2013. C’è stato persino Richard Gere.