Il decreto legge contro le ONG dovrebbe essere rivisto

Il decreto legge del 2 gennaio 2023 per regolamentare i flussi migratori e limitare le possibilità di azione delle ONG ha incontrato pareri molto sfavorevoli da parte degli esperti in diritto delle ONG del Consiglio d’Europa (la principale organizzazione di difesa dei diritti umani del continente, di cui fanno parte 46 stati europei, tra cui i 27 membri dell’Unione Europea). Il decreto, si legge nel documento, non rispetta gli standard europei:

  • ci sono difficoltà procedurali e sostanziali nel rispetto della libertà associativa e della protezione degli spazi della società civile;
  • l’assenza di un confronto con le ONG è contraria alle buone pratiche di un processo decisionale inclusivo;
  • ci potrebbero essere violazioni della legge del mare, mettendo in ulteriore difficoltà persone già vulnerabili;
  • la riduzione degli spazi per la società civile nel sostegno ai rifugiati e ai migranti potrebbe causare ulteriori problemi a una situazione umanitaria già complicata;
  • le ONG vengono criminalizzate;

La raccomandazione per il governo italiano sarebbe quella di revocare il decreto (che va convertito in legge a brevissimo, secondo i termini costituzionali) e rivederlo per assicurare che le vite dei migranti non siano messe in pericolo dalla legge.

Andrea Coccia
Andrea Coccia
4 anni fa

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • I bambini meridionali

    Nel 1961 la migrazione delle persone dal sud Italia al nord è un fenomeno che viene analizzato anche giornalisticamente. Così, Brando Giordani e Ugo Zatterin, allora giornalisti del Telegiornale Rai, vanno a Torino a raccontare chi è arrivato dal sud per lavorare in fabbrica. Entrano nelle vecchie caserme trasformate in alloggi, chiedono ai torinesi cosa […]

  • Restare umani

    “Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]

  • Il lavoro non pagato

    In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]

Leggi tutte le cose che restano