Il paradosso delle guerre contemporanee

Slow News. Il primo progetto italiano di slow journalism.

La cosa che resta di oggi è una conferenza dello storico Alessandro Barbero, tenuta il 7 luglio del 2025 al festival del Teatro di Veleia, in provincia di Piacenza, proprio in mezzo all’Appennino ligure. L’argomento affrontato dallo storico piemontese questa volta non è il solo medioevo, ma una delle costanti più ricorrenti della storia dell’Umanità: le guerre.

Come iniziano le guerre? Come finiscono? Che regole ha? Chi la dichiara? E, soprattutto, perché nella società contemporanea le guerre tendono a non chiamarsi più con il loro nome, bensì “operazioni militari speciali” o peggio ancora?

Un viaggio che parte dall’antichità e arriva fino ai tristi giorni nostri. Come sempre illuminante, soprattutto in periodi come questi, in cui le guerre sono praticamente ovunque, ma in cui nessuno – paradossalmente – pare averle mai dichiarate.

Sentilo qui.

Foto | Wikimedia Commons

 

 

Audio
Audio
9 mesi fa

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • Restare umani

    “Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]

  • Il lavoro non pagato

    In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]

  • Articolo
    Articolo
    6 mesi fa
    L’anonimato di Banksy è un atto politico

    La cosa che resta di oggi è una riflessione di Massimo Mantellini intitolata Scegli la tua arma contro Banksy, che riguarda l’anonimato come scelta politica e che, di riflesso, svela i tentativi di smascherarlo come atti di reazione che difendono il potere. Mantellini parte dalla critica di un articolo del Post per puntualizzare l’elemento fondamentale […]

Leggi tutte le cose che restano