La pista è anarchica, lo Stato tortura

Lo sciopero della fame del detenuto anarchico Alfredo Cospito, condannato all’ergastolo con “fine pena mai” per un atto dimostrativo senza vittime e detenuto in regime di 41-bis, il cosiddetto “carcere duro per i mafiosi”, è quasi ad un punto di non-ritorno. Tuttavia, non tutti sono liberi di parlarne.

Della vicenda Cospito abbiamo parlato nella puntata di Slowly La pista anarchica, grazie anche all’avvocato Davide Steccanella che ci ha aiutato a comprendere meglio i contorni del 41-bis e della protesta di Cospito, che dal 20 ottobre digiuna contro questo regime detentivo “disumano e illegale”. Le sue condizioni di salute, ha perso 40 chili, sono estremamente precarie, talmente tanto che il suo medico Angelica Milia gli ha sconsigliato di camminare durante il passeggio. Talmente tanto che, da giorni, si parla addirittura di “alimentazione forzata”, come ha fatto sapere lo stesso Cospito tramite il suo legale.

L’ipotesi è quella di alimentare forzatamente una persona che protesta contro la condizione disumana in cui vive sotto la custodia dello Stato, già condannato nel 2018 dalla Corte Europea dei Diritti Umani proprio per i trattamenti inumani e degradanti del regime di 41-bis. A questo si aggiunge la diffida del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) nei confronti proprio della dottoressa Angelica Milia, alla quale è stato ingiunto di non rilasciare più dichiarazioni a Radio Onda d’Urto. E se continuasse a farlo? Il DAP potrebbe revocare al medico l’autorizzazione a entrare nel carcere, privando quindi il detenuto anche del diritto all’assistenza medica.

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • Articolo
    Articolo
    un giorno fa
    Il discorso del Presidente

    La cosa che resta di oggi è un discorso che il presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez ha tenuto alla nazione il 4 marzo. Probabilmente ha già fatto il giro del mondo quattro volte, è diventato virale e si è persino memificato, ma, nonostante tutto, verrà dimenticato e sepolto dalla schiacciasassi mediatica che, soprattutto durante […]

  • Report
    Report
    2 giorni fa
    L’Iran dello Scià

    Come si viveva in Iran prima dell’avvento della Rivoluzione Islamica? Ce lo racconta un report di Amnesty del novembre del 1976.

  • Audio
    Audio
    5 giorni fa
    Il disertore

    “Se servirà del sangue ad ogni costo andate a dare il vostro”. Il 7 maggio 1954 i francesi vengono sconfitti nella prima guerra di Indocina. Quello stesso giorno, in concerto, il cantante Marcel Mouloudji esegue per la prima volta in pubblico la canzone Le Déserteur (Il disertore), scritta daòl poeta e musicista francese Boris Vian. […]

Leggi tutte le cose che restano