Ridistribuire i profitti e i benefici delle intelligenze artificiali: si può fare?

Slow News. Il primo progetto italiano di slow journalism.

Le nuove tecnologie nel mercato capitalistico richiedono una fase di ricerca e sviluppo in cui si lavora in perdita, anche per anni, prima che si generino profitti. È il caso di OpenAI, la società che ha lanciato esattamente un anno fa ChatGPT. Il costo stimato per far funzionare ChatGPT è di 700mila $ al giorno. Ma nel frattempo c’è un mondo attorno che, oltre a investire fa soldi, e i profitti prima o poi arriveranno – o, se non dovesse accadere, si proverà a vendere o a chiudere (per esempio, una delle aziende del giro delle intelligenze artificiali generative, la Stability AI, pare sia in vendita, anche se l’amministratore delegato nega). Al di là di queste dinamiche, c’è un altro elemento da considerare. Ci sono persone che vorrebbero essere pagate perché i loro contenuti (testo, video, audio, fotografie, illustrazioni) sono state usate per addestrare le macchine generative. È una richiesta comprensibile – anche se da queste parti pensiamo che il problema sia a monte, e sia l’idea stessa di mercato culturale. Però, se alziamo il livello delle considerazioni, ogni interazione che ciascuna persona ha con le macchine generative contribuisce a migliorarle, almeno indirettamente. Bisognerebbe, allora, chiedersi come si possono ridistribure profitti e benefici delle intelligenze artificiali. Non solo fra gruppi ristretti, ma per tutta l’umanità. In fondo, significa chiedersi come ridistribuire la ricchezza.

 

**

L’immagine è realizzata con Midjourney.

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • Video
    Video
    un mese fa
    Tre ipotesi sulla morte di Giuseppe Pinelli

    La cosa che resta di oggi è un cortometraggio di 11 minuti girato nel 1970 da Elio Petri e Nelo Nisi. Si intitola Tre ipotesi sulla morte di Giuseppe Pinelli, dura 11 minuti, è interpretato da Gian Maria Volonté, Renzo Montagnani e Luigi Diberti e ironizza amaramente sulle paradossali tre versioni prese in esame dalla […]

  • Video
    Video
    un mese fa
    La strage di piazza Fontana, raccontata da Lucarelli

    La cosa che resta di oggi, 12 dicembre — tra le altre cose giornata di sciopero generale — serve a non dimenticare una delle più gravi stragi della storia italiana, la strage di piazza Fontana, avvenuta il 12 dicembre del 1969 a Milano. Per ripensarci, a distanza di più di 50 anni, proponiamo un documentario […]

  • Fumetto
    Fumetto
    un mese fa
    Il respiro dei ghiacciai

    Un fumetto di Alterals per ricordarsi dei ghiacciai anche dopo la giornata mondiale delle montagne e dei ghiacciai, che come tutte le cose che dovrebbero restare, hanno bisogno di cura e attenzione continua

Leggi tutte le cose che restano