Ridistribuire i profitti e i benefici delle intelligenze artificiali: si può fare?

Slow News. Il primo progetto italiano di slow journalism.

Le nuove tecnologie nel mercato capitalistico richiedono una fase di ricerca e sviluppo in cui si lavora in perdita, anche per anni, prima che si generino profitti. È il caso di OpenAI, la società che ha lanciato esattamente un anno fa ChatGPT. Il costo stimato per far funzionare ChatGPT è di 700mila $ al giorno. Ma nel frattempo c’è un mondo attorno che, oltre a investire fa soldi, e i profitti prima o poi arriveranno – o, se non dovesse accadere, si proverà a vendere o a chiudere (per esempio, una delle aziende del giro delle intelligenze artificiali generative, la Stability AI, pare sia in vendita, anche se l’amministratore delegato nega). Al di là di queste dinamiche, c’è un altro elemento da considerare. Ci sono persone che vorrebbero essere pagate perché i loro contenuti (testo, video, audio, fotografie, illustrazioni) sono state usate per addestrare le macchine generative. È una richiesta comprensibile – anche se da queste parti pensiamo che il problema sia a monte, e sia l’idea stessa di mercato culturale. Però, se alziamo il livello delle considerazioni, ogni interazione che ciascuna persona ha con le macchine generative contribuisce a migliorarle, almeno indirettamente. Bisognerebbe, allora, chiedersi come si possono ridistribure profitti e benefici delle intelligenze artificiali. Non solo fra gruppi ristretti, ma per tutta l’umanità. In fondo, significa chiedersi come ridistribuire la ricchezza.

 

**

L’immagine è realizzata con Midjourney.

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • Audio
    Audio
    2 giorni fa
    4 anni di guerra in Ucraina

    Il 24 febbraio del 2022, pochbe ore dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la BBC lanciava un instant-podcast dedicato alla guerra in Ucraina chiamato Ukrainecast. In quelle ore la sensazione era che quella guerra non sarebbe durata a lungo. Da una parte sembrava imponente la forza dispiegata dall’esercito di Putin, dall’altro non sembrava […]

  • Video
    Video
    3 giorni fa
    Il mondo dei segni

    Poco prima di morire, il 16 febbraio del 2016, Umberto Eco aveva lasciato come sua ultima volontà, almeno dal punto di vista accademico, che non venissero organizzati convegni in sua memoria per dieci anni dalla sua morte. Ora, che quei dici anni sono passati, ci si aspetta un fiorire di eventi per ripercorrere il suo […]

  • Articolo
    Articolo
    8 giorni fa
    Appunti dalle Utopiadi di Milano

    La cosa che resta di oggi è un ragionamento che parte da una bella esperienza che si è svolta a Milano tra il 6 e l’8 febbraio, in concomitanza con l’avvio delle Olimpiadi invernali, ma che è stata in gran parte ignorata dai media: le Utopiadi. In quei giorni, una comunità di collettivi ha organizzato […]

Leggi tutte le cose che restano