Tutti parlano degli anarchici

Visto che sui media si fa un gran parlare dell’anarchia in relazione al caso-Cospito e alla protesta contro l’ergastolo ostativo, ti riproponiamo la nostra serie Gli anarchici van via, di Mario di Vito.

Su Lezioni di Anarchia, vol. 1, Antonio Brizoli dell’Edicola 518, a Perugia, scrive:

«Quanto più grande è il pervertimento che un concetto ha subito nella storia, tanto più è necessario ripescare le radici di quel concetto. […] Forse abbiamo superato (o stiamo comunque superando) la fase in cui veniva meschinamente associata al caos, alla violenza, all’estremismo, alle bombe, ed è più frequente la sua identificazione con un rifiuto dell’ordine costituito del tutto privo di una pars costruens».

«L’anarchia», si legge sempre sul volumetto, «è un’idea pluralista. Date alcune concezioni comuni e irrinunciabili, le idee dell’anarchismo sono molteplici. […] L’anarchia è, come diceva Elisée Reclus, la più alta espressione dell’ordine, o, per citare Colin Ward, una teoria e una pratica dell’organizzazione» (Amedeo Bertolo, L’anarchia è ethos, pathos, praxis, logos).

Tutto il contrario di quello che leggiamo in questi giorni, insomma.

Un ultimo link, quello che ti porta al PDF de La morale anarchica di Pëtr Kropotkin, un pamphlet che vale la pena di leggere per capire tante cose di cosa significa la libertà e l’anarchia. Così la prossima volta che leggete anarco-capitalista o anarco-liberista, o libertarian vi scapperà un sorriso.

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • Restare umani

    “Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]

  • Il lavoro non pagato

    In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]

  • Articolo
    Articolo
    6 mesi fa
    L’anonimato di Banksy è un atto politico

    La cosa che resta di oggi è una riflessione di Massimo Mantellini intitolata Scegli la tua arma contro Banksy, che riguarda l’anonimato come scelta politica e che, di riflesso, svela i tentativi di smascherarlo come atti di reazione che difendono il potere. Mantellini parte dalla critica di un articolo del Post per puntualizzare l’elemento fondamentale […]

Leggi tutte le cose che restano