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Ebola, dal letame nascono i fiori – parte I

Siamo stati in Liberia a giugno 2019, due anni dopo la fine dell’epidemia di Ebola. Lo scopo del viaggio era conoscere meglio il Paese africano ma anche visitare alcune cliniche dell’organizzazione non-governativa Medici Senza Frontiere. Luoghi strategici durante l’epidemia, dove migliaia di persone sono state curate e aiutate, e ancor più strategici oggi per superare il trauma e lo stress post-traumatico.

Questo lavoro è stato possibile grazie all’interessamento della sezione italiana Medici Senza Frontiere, che ci ha aiutato a metterci in contatto con i responsabili che si sono occupati e continuano ad occuparsi dei progetti liberiani dell’organizzazione. Il biglietto aereo per Monrovia è stato pagato al nostro reporter da Africa&Affari, magazine economico verticale sull’Africa edito lingua italiana da Internationalia: un “cambio merce” per alcuni lavori svolti nei primi mesi del 2019.

Tutti gli altri costi (albergo e diaria) sono stati coperti dalla comunità di lettori di Flow.

Categorie: Reportage

In ospedale si va per morire Tra il dicembre 2013 e il maggio 2016 l’Africa occidentale (Guinea Conakry, Liberia, Sierra Leone, Mali, Nigeria e Senegal) è stata sconvolta dalla “più grave epidemia di virus Ebola della storia”. 28.657 individui contagiati e 11.325 decessi sono i numeri di una crisi che, in realtà, sembra essere stata molto più ampia e drammatica. Se è vero che Ebola distrugge la vita di chi viene contagiato, dei morti perché tali e dei sopravvissuti perché costretti a vivere lo stigma dell’untore nella propria comunità, è ancor più vero che Ebola marchia a fuoco gli incubi […]
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