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EP1 – Zero gradi

Lungo la Senne che attraversa Bruxelles c’è un piccolo plesso industriale fatto di capannoni grigi, pozzanghere che riflettono il cielo nuvoloso e piccoli ciottoli di asfalto che entrano dentro le scarpe. Alla fine del viale centrale, circondato da fabbriche e depositi, c’è una struttura circondata da un cantiere. Al di là della porta centrale di ingresso l’odore polveroso di ruspe e calcinacci si trasforma in un profumo caldo e avvolgente di cereali tostati e dorati.

Ad accompagnarci c’è Yvan De Baets, un uomo biondino sulla cinquantina. «Benvenuti nel mio mondo» dice chiudendo la porta centrale dietro di sé e accogliendoci con un gesto ampio del braccio sinistro. 

Contro ogni aspettativa suggerita dall’esterno, siamo appena entrati in uno dei birrifici più importanti di Bruxelles. Solo pochi anni fa questo gesto in questo posto sarebbe stato impossibile. 

Yvan De Baets. Foto di Paolo Falconieri, 2020.

Amore che vieni, amore che vai

La passione di Yvan per la birra viene da lontano, dalle sue prime serate adolescenziali tra amici. Eppure il percorso che lo ha portato a far di questa bevanda l’attività centrale della propria vita è stato complicato e inaspettato. «Ho studiato scienze politiche e per anni ho lavorato come operatore sociale a Bruxelles» spiega con una voce profonda e calda. «In quegli anni la birra era un modo per divertirsi e per costruire o alimentare i rapporti umani. Coi colleghi, con gli amici, con semplici sconosciuti incontrati al bar. Erano gli anni neri della birra di Bruxelles».

Il Belgio ha una lunga tradizione birraria. La Chiesa Cattolica autorizzò alcune abbazie belghe a birrificare già nel XII secolo, contribuendo così a creare una cultura della birra che nel 2016 è stata inclusa nella lista delle eredità culturali intangibili dell’umanità.

Nonostante ciò, Il Novecento è stato un secolo nero per l’industria birraria belga, complici anche due conflitti mondiali in cui il Paese fu invaso dalla Germania e sottoposto a forti limitazioni, compresa quella dell’utilizzo di metallo e acciaio necessari alla produzione di birra. Bruxelles ha rappresentato bene questa tendenza. Tra gli anni Sessanta e Ottanta i birrifici di Bruxelles hanno iniziato a chiudere uno dietro l’altro. Erano varie decine a inizio secolo, poi poche decine, po…

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