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Il lungo viaggio. Storia universale della psichedelia, (2020)
di Federico Di Vita

Forse da qualche parte vi è capitato di sentir dire che il microdosing di LSD è usato nella Silicon Valley per stimolare la creatività. O magari vi è successo di imbattervi in qualche articolo – sono sempre più numerosi, perché i risultati raggiunti dai vari gruppi di ricerca che se ne occupano a livello globale producono una pioggia di novità che ci raggiunge a cadenza ormai settimanale – che afferma che le sostanze psichedeliche sono considerate al giorno d’oggi i farmaci più promettenti per la cura di afflizioni di difficile trattamento come la depressione, l’ansia da fine vita, il disturbo post-traumatico da stress o le dipendenze. E non solo, potreste aver letto che vivere un’intensa esperienza mistica può far bene anche a chi sta bene, portandolo a un maggior equilibrio personale, al superamento della paura della morte, così come a una maggiore empatia coi suoi simili e col mondo. Sono i risultati di quello che ormai è noto come Rinascimento psichedelico, il nome con cui viene ormai comunemente chiamato l’insieme di ricerche scientifiche che è riuscito a far uscire un’intera classe di molecole dal moralistico e stigmatico cono d’ombra che le ha avvolte dalla fine degli anni ’60, facendole passare non solo come “droghe” ma mettendole a fianco di quelle che vengono etichettate come “droghe pesanti” – come eroina e cocaina – malgrado il paradosso che gli psichedelici costituiscano il miglior antidoto proprio contro le dipendenze (senza a loro volta provocare dipendenza alcuna).

In questa serie di articoli, che metto insieme sfruttando il materiale usato nella prefazione di un libro collettivo che ho curato personalmente, La scommessa psichedelica (Quodlibet), mi prefiggo l’obiettivo di ripercorrere insieme a voi l’entusiasmante e controversa storia della psichedelia. Una storia che a ben vedere parte non solo da prima della recente riscoperta, ma viaggia molto più lontano di quanto si possa immaginare sia nello spazio che nel tempo: perché spesso il rapporto tra le civiltà e le sostanze psicotrope è antico quanto le testimonianze che abbiamo di quegli stessi consessi umani. Proverò a ricostruire nel modo più succinto possibile quella che è stata la storia dei rapporti tra uomo e piante che, tra le altre virtù, inducono uno stato di visione. In questa serie di articoli seguirò un filo cronologico, che mi porterà a spaziare tra resti archeologici, antichi documenti, descrizioni mediche, scoperte scientifiche, resistenze controculturali e rappresentazioni artistiche.

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