“Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]
Agricoltori e Ultima generazione: c’è protesta e protesta
Non si è visto nessun editoriale, in giro, scritto da maschi bianchi benestanti e benpensanti, che insegnino agli agricoltori come si protesta.
Non mi pare che ci siano politici che siano intervenuti a stigmatizzarli. Gli agricoltori saranno ospiti di Amadeus al Festival di Sanremo.
Ha senso: il dissenso è parte integrante della democrazia e le modalità.
Tuttavia, viene spontaneo pensare a quel che succede, invece, per gli attivisti di Ultima Generazione: la loro protesta è stigmatizzata. Non devono osare bloccare le strade. Imbrattare vetri protettivi è raccontato come se ci fosse un attacco all’arte. Un collega di Fanpage ha chiesto ad Amadeus se ospiterebbe anche gli attivisti di Ultima Generazione. Il conduttore ci ha girato intorno, dicendo addirittura di non saper nulla di chi, politicamente, appoggi la protesta degli agricoltori. Ma la risposta sintetica è: «No». No, non ci saranno, quelli di Ultima Generazione.
Perché questa differenza di trattamento? Per tanti motivi. A Sanremo potrebbe pesare il fatto che ENI è sponsor? In politica che certe proteste vanno meglio delle altre: magari c’entrano determinate agende e di nuovo le industrie del fossile? Sui giornali probabilmente pesano di nuovo gli sponsor e poi quel pensiero dominante della cultura lavorista. Del resto, lo stesso Amadeus dice che la protesta degli agricoltori riguarda la terra, il lavoro.
Solo che senza un piano per la crisi climatica, di quale terra da coltivare e di quale lavoro parleremo? Questi due pesi diversi rispetto a due proteste molto diverse raccontano lo stallo delle democrazie occidentali.

Cose che restano
- Restare umani
- Il lavoro non pagato
In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]
Articolo6 mesi faL’anonimato di Banksy è un atto politicoLa cosa che resta di oggi è una riflessione di Massimo Mantellini intitolata Scegli la tua arma contro Banksy, che riguarda l’anonimato come scelta politica e che, di riflesso, svela i tentativi di smascherarlo come atti di reazione che difendono il potere. Mantellini parte dalla critica di un articolo del Post per puntualizzare l’elemento fondamentale […]
MercoledìSlowlyUn podcast settimanale per approfondire una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.
VenerdìAtipicheÈ dedicata all’ADHD e alle neurodivergenze. Nasce dall’esperienza personale di Anna Castiglioni, esce ogni venerdì e ci trovi articoli, studi, approfondimenti, consigli pratici di esperte e esperti.
SabatoThe Slow JournalistLa cura Alberto Puliafito, è dedicata al giornalismo e alla comunicazione, esce ogni sabato e ci trovi analisi dei media, bandi, premi, formazione, corsi, offerte di lavoro selezionate, risorse e tanti strumenti.
DomenicaCose che restanoLa newsletter della domenica di Slow News. Contiene consigli di lettura, visione e ascolto che parlano dell’attualità ma che durano nel tempo.

