In Africa la Cina usa Wagner per proteggere i suoi interessi

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Il 3 luglio scorso alcuni uomini del gruppo paramilitare russo Wagner hanno condotto una missione nella foresta nell’area di Dimbi, nel sud della Repubblica Centrafricana (RCA), per mettere in salvo alcuni cittadini cinesi che lavoravano in un sito minerario e si erano rifugiati nella foresta per proteggersi da un attacco di un gruppo ribelle.

La notizia è stata diffusa inizialmente su un gruppo Telegram, collegato a Wagner, chiamato Grey Zone, sul quale sono state pubblicate alcune fotografie dei cittadini cinesi messi in salvo, ed è stata successivamente confermata da altri media. La richiesta di intervento e di evacuazione sarebbe arrivata direttamente dall’Ambasciata cinese a Bangui.

I cinesi avrebbero ricevuto informazioni circa un attacco in preparazione da parte di un gruppo armato e si sarebbero rifugiati nella foresta per mettersi in salvo. In un’operazione in notturna sono stati tratti in salvo il 3 luglio, sono stati forniti loro pasti caldi e il 4 luglio sono atterrati a Bangui. Il 5 luglio la notizia ha cominciato a circolare anche su social network come Twitter.

Sarebbe la prima volta che la Cina si affida ai paramilitari del Wagner per un’operazione di questo tipo. La Cina si è già rivolta in passato, anche in altri contesti, a milizie locali o appaltatori privati per proteggere le sue aziende all’estero.

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