In effetti, questa strana richiesta di regole per difenderci da un futuro apocalittico – che fa un po’ il paio con la petizione firmata da Musk a marzo del 2023 in cui si chiedeva una moratoria di sei mesi per la ricerca sulle IA – è molto strana.
A pensar male, potrebbe sembrare una mossa di marketing. O un modo perfetto per distrarci da problematiche molto più concrete e attuali che riguardano questi strumenti.
Per esempio, il fatto che per svilupparli occorrono ingenti quantità di denaro. E anche il loro accesso potrebbe essere, ben presto, appannaggio di poche persone paganti. Il che sarebbe un vero peccato, viste le enormi potenzialità di queste tecnologie. In altre parole, le intelligenze artificiali potrebbero diventare un motore riproduttivo e moltiplicatore di disuguaglianze sociali e di divario digitale
Non solo: abbiamo bisogno anche di rendere queste macchine trasparenti e ispezionabili, sapere come funzionano, visto che saranno presto integrate in vari altri strumenti tecnologici e potrebbero addirittura essere chiamate a prendere decisioni che riguardano la vita delle persone (cosa già successa, per esempio, nel 2020 nei Paesi Bassi).