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EP3 – L’inception continua: tentativi di restaurazione

Il Realismo Automobilista è di fronte a un bivio: restaurazione o morte. E l'arma a sua disposizione è sempre la stessa: il ricatto.

La maggior parte dei bambini americani sono stati concepiti in una Ford modello T e non pochi di loro ci sono anche nati.
J. Steinbeck

L’automobile è ormai diventata tutto, ovunque e sempre. Oltre ad essere una delle principali voci di spesa di centinaia di milioni di persone, l’universo che si cela dietro ognuna delle nostre automobili è spesso anche indirettamente la fonte stessa dei soldi che guadagniamo. Ma ancora di più, che lo vogliamo o meno, la galassia di industrie e potere che forma il settore automobilistico ha un impatto sull’economia mondiale disarmante. E ce ne siamo accorti durante questi mesi di pandemia che, in maniera praticamente inedita, hanno interrotto il lavoro delle fabbriche per settimane, causando enormi perdite a chi le auto le costruisce e le vende, con impatti sia immediati sia in prospettiva.

Sul sito dell’OICA, l’organizzazione mondiale dell’industria dell’automobile, nella pagina dedicata alle “economic contributions”, in un paragrafo significativamente intitolato “Autos create jobs, jobs, jobs”, scrivono:

«Building 60 million vehicles requires the employment of about 9 million people directly in making the vehicles and the parts that go into them. This is over 5 percent of the world’s total manufacturing employment. It is estimated that each direct auto job supports at least another 5 indirect jobs in the community, resulting in more than 50 million jobs owed to the auto industry. Many people are employed in related manufacturing and services. Autos are built using the goods of many industries, including steel, iron, aluminum, glass, plastics, glass, carpeting, textiles, computer chips, rubber and more».

9 milioni di lavoratori, il 5 per cento della forza lavoro mondiale della manifattura, e solo per costruirle. Più altri 50 milioni di posti di lavoro d…

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