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Roma selvatica, (2020)
di Ylenia Sina

Nel tritacarne mediatico che ha accompagnato la pandemia di Coronavirus nel 2020, il legame tra crisi sanitaria e ambientale è emerso a più riprese. Fenomeni come la distruzione degli habitat o la perdita di biodiversità sono entrati a far parte del bagaglio di informazioni utili a capire il fenomeno che ha sconvolto le nostre esistenze.

Questo da un lato ha avuto l’effetto di riaccendere la riflessione sul rapporto dell’umanità con la natura, ma dall’altro ha allontanato il contesto relegando quei fenomeni ad accadimenti lontani. In realtà, la tutela degli habitat naturali e della biodiversità è importante anche nell’ambiente artificiale per eccellenza: la città.

Questa serie nasce con l’intento di esplorare la biodiversità cittadina e con l’idea che per prendersi cura di qualcosa bisogna prima conoscerla. Il luogo dell’esplorazione non poteva che essere che quello in cui risiede l’autrice: Roma Est. Non è una scelta casuale. La zona est di Roma è l’emblema di una città soffocata dal cemento. Ma è anche il luogo in cui la natura ha dimostrato una forza inaspettata: un lago, nato dagli scavi del cantiere di un centro commerciale all’interno di un’ex area industriale, in meno di trent’anni ha dato vita a un monumento naturale. La serie parte da qui, guidata da quei cittadini che hanno riconosciuto cosa stava accadendo e hanno saputo abitare la sua natura selvatica senza dominarla. L’esplorazione prosegue attraverso una possibile continuità di spazi verdi urbani, sia dall’alto di una mappa satellitare sia, a piedi, sul suolo urbano, dove la città non è mai vuota e la natura ha già iniziato a sviluppare risposte.

Seguendo questa traccia per immaginare una città sostenibile, probabilmente l’unica strada possibile, le indicazioni che arrivano da scienziati e organizzazioni internazionali si intrecciano con le battaglie iper-locali di comitati e movimenti di quartiere. Dalla tutela della biodiversità alla creazione di veri e propri boschi urbani fino a intaccare uno dei motori dello sviluppo della città capitalista, il consumo di suolo. Lo stesso suolo che i protagonisti di questa serie percorrono a piedi, passo dopo passo.

Questa serie di Slow News è gratuita. Fa parte del progetto Il Mondo Nuovo che ha vinto il bando  European Journalism  COVID-19  Support Fund.

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