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Per prendersi cura di qualcosa occorre prima conoscerla. La biodiversità cittadina non fa eccezione.

 

La zona est di Roma è da un lato l'emblema di una città soffocata dal cemento, mentre dall'altro è il luogo in cui la natura ha dimostrato una forza inaspettata.

Un lago, nato dagli scavi del cantiere di un centro commerciale all’interno di un’ex area industriale, in meno di trent’anni ha dato vita a un monumento naturale.

 

La serie parte da qui, guidata da quei cittadini che hanno riconosciuto cosa stava accadendo e hanno saputo abitare la sua natura selvatica senza dominarla.

 

Questa serie di Slow News è gratuita. Fa parte del progetto Il Mondo Nuovo che ha vinto il bando  European Journalism  COVID-19  Support Fund.

Episodi
00 - La mappa: sull'orlo del selvatico
27 Novembre 2020
Esplora la mappa dei luoghi visitati nella serie!
01 - Il mondo nuovo è già qui
27 Novembre 2020
Quando il fallimento di un piano di edificazione, con conseguente abbandono dell'area, lasciano libero sfogo alla natura selvatica.
02 - La battaglia per i boschi urbani è cominciata
27 Novembre 2020
Ci sono cittadini che difendono da anni l’area del lago Bullicante, comitati e movimenti di quartiere in prima fila per migliorare le condizioni delle aree verdi del quadrante e per creare nuovi parchi, associazioni ambientaliste, realtà sociali.
03 - La via del selvatico
26 Novembre 2020
Stalker è un movimento di architetti, tra i primi a essersi accorti che oltre il muro di cinta all’angolo tra la via Prenestina e via di Portonaccio la natura selvatica si era ripresa lo spazio di un’ex fabbrica.
04 - Non chiamatele erbacce
26 Novembre 2020
"Agli studenti chiedo sempre di fotografare le piante che ritengono interessanti durante i tragitti che percorrono quotidianamente. Si tratta di un modo nuovo e diverso di accostarci alla natura, imparando a osservare ciò che ci circonda con altri occhi".
05 - Biodiversità è anche il giardino sotto casa
25 Novembre 2020
"Anche quello urbano è un ecosistema. In realtà la città ne contiene più di uno. Coesistono l’ecosistema del centro metropolitano, dove la vegetazione è spesso rarefatta, quello dei parchi urbani, quello delle ‘penisole’, ovvero di quei parchi periferici che si insinuano in città, oltre al cosiddetto habitat frammentato, quello della periferia..."