I bambini meridionali

Nel 1961 la migrazione delle persone dal sud Italia al nord è un fenomeno che viene analizzato anche giornalisticamente. Così, Brando Giordani e Ugo Zatterin, allora giornalisti del Telegiornale Rai, vanno a Torino a raccontare chi è arrivato dal sud per lavorare in fabbrica. Entrano nelle vecchie caserme trasformate in alloggi, chiedono ai torinesi cosa pensano dei nuovi vicini e ai datori di lavoro come se la cavano gli ex contadini davanti ai ritmi ripetitivi della fabbrica. E vanno anche nelle scuole: una maestra, candidamente, sostiene che i bambini meridionali sono molto intelligenti, ma dovrebbero stare una classe indietro. La cosa, in effetti, in quegli anni viene fatta: esistono le classi differenziali dove, di solito, finiscono alunni disabili o affetti da disturbi dell’apprendimento o da generici problemi di socializzazione. Non stupirà sapere che i risultati di quell’idea di segregazione erano pessimi. Lo abbiamo scoperto già negli anni Settanta del secolo scorso. Qui c’è il documentario Meridionali a Torino.

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