La Francia restituisce dei soldi alla Guinea Equatoriale

Slow News. Il primo progetto italiano di slow journalism.

In un documento allegato alla legge finanziaria approvata dal Parlamento francese in prima lettura il 9 novembre scorso c’è uno lo stanziamento di un credito storico: si tratta di 6,1 milioni di euro da restituire alla “popolazione della Guinea Equatoriale”. È parte dei beni sequestrati in Francia al vicepresidente del Paese africano, Teodorin Nguema Obiang Mangue. Questa linea di bilancio dello Stato francese esiste dal 2022 ma, fino ad oggi, era rimasta vuota.

La somma stanziata segue un primo pagamento tramite trasferimenti di beni sequestrati a Nguema anni fa, automobili e altri oggetti di lusso messi all’asta dopo che lo stesso Nguema è stato condannato (nel luglio 2021 a 3 anni di reclusione e 30 milioni di euro di multa) per appropriazione indebita di fondi pubblici e riciclaggio di denaro. Il Ministero degli Esteri francese dovrà ora negoziare “con le autorità della Guinea Equatoriale sull’assegnazione di questa somma”.

Resta ancora irrisolto invece il sequestro più importante, il palazzo di avenue Foch a Parigi [nella foto] di proprietà dello Stato guineano, sede della sua ambasciata parigina ma, in realtà, alcova privata e superlusso dello stesso vicepresidente. Il quale è solo uno degli esponenti di un sistema familiare cleptocratico (cleptocrazia significa “il potere dei ladri”) che in Guinea Equatoriale è anche l’unico sistema economico esistente: tutto dipende, e tutto di fatto appartiene, alla famiglia Obiang. Ed è così dal 1979. Sarà quindi difficile trovare un ente guineano “terzo”, ovvero non inquinato dalle personalità di potere e del governo cleptocratico e violento di Malabo.

Se ti interessa saperne di più sulla vicenda Nguema, sul processo parigino, sul perché questo stanziamento nel bilancio francese sia un fatto storico e sul sistema di potere in Guinea Equatoriale puoi acquistare il mio libro, “Esperanza. La vera storia di un uomo contro una dittatura africana”. Scrivici per averlo scontato del 20%.

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • Report
    Report
    2 giorni fa
    Ambizioni groenlandesi, since 1868

    Negli ultimi giorni, su tutti i giornali e i siti di informazione, le notizie sui colloqui tra USA e Danimarca per parlare del futuro della Groenlandia si stanno ritagliando spazio e si stanno gonfiando, alimentate dai toni al limite del surreale di Donald Trump, che sembrerebbe addirittura ambire ad annettere la Groenlandia agli Stati Uniti. […]

  • Articolo
    Articolo
    5 giorni fa
    Smettere di finanziare la guerra

    Il primo quarto di questo XXI secolo, che si è appena chiuso con la fine del 2025, è stato segnato, a livello mondiale e in maniera incontrovertibile, da una costante: dall’Iraq all’Afganistan, dallo Yemen alla Libia, dal Pakistan alla Corea, dalla Siria all’Ucraina fino alla Palestina, senza dimenticare i conflitti interni nelle Afriche, questo nuovo […]

  • Foto
    Foto
    6 giorni fa
    Witness 1979, la protesta delle donne in Iran

    Da ormai quasi due settimane, nelle strade e nelle piazze delle principali città iraniane è in corso quella che sembra essere la più massiccia e rappresentata protesta popolari contro il regime degli ultimi anni. Durante le manifestazioni, la polizia iraniana avrebbe arrestato migliaia di persone e ne avrebbe uccise diverse centinaia. È molto complicato verificare […]

Leggi tutte le cose che restano