Quando Fantasia ha quasi fatto fallire la Disney

Il film d’animazione Fantasia, uscito nel 1940, è il terzo “Classico” Disney. Un progetto monumentale per quegli anni, che si proponeva di unire animazione e musica classica. Dialoghi quasi assenti, 126 minuti di lunghezza e un sistema innovativo di riproduzione audio chiamato Fantasound, che dava l’illusione della presenza dell’orchestra all’interno della sala cinematografica.

Fantasia era evidentemente troppo ambizioso per la sensibilità del pubblico dell’epoca. Gli incassi al cinema furono bassissimi, soprattutto se rapportati alla spesa di oltre due milioni di dollari per produrlo, portando quasi al fallimento della compagnia.

Fu invece un progetto a ridottissimo budget a salvare Disney: Dumbo, la storia di un elefantino dalle orecchie comicamente grandi tratta (molto) liberamente da un libro per bambini mai pubblicato.

Qui puoi leggere la storia completa della sua realizzazione.

Francesca Menta
Francesca Menta
4 anni fa

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • Restare umani

    “Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]

  • Il lavoro non pagato

    In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]

  • Articolo
    Articolo
    6 mesi fa
    L’anonimato di Banksy è un atto politico

    La cosa che resta di oggi è una riflessione di Massimo Mantellini intitolata Scegli la tua arma contro Banksy, che riguarda l’anonimato come scelta politica e che, di riflesso, svela i tentativi di smascherarlo come atti di reazione che difendono il potere. Mantellini parte dalla critica di un articolo del Post per puntualizzare l’elemento fondamentale […]

Leggi tutte le cose che restano