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Il manifesto di Slow News

1.

Crediamo che il giornalismo sia un servizio, non un prodotto.
I nostri azionisti sono le lettrici e i lettori, che ci finanziano, ci leggono, ci aiutano e ci consigliano.

2.

Il lavoro deve essere pagato, sempre.
Ma allo stesso tempo il giornalismo deve essere accessibile anche a chi non può permetterselo. Per questo Slow News costa, ma quanto lo decidi tu. Anche niente, se ce lo chiedi.

3.

Quello che pubblichiamo su Slow News viene scritto prendendo il tempo che ci vuole e viene pubblicato quando è pronto.

4.

Rifuggiamo l’istantismo. Vuol dire che non ci interessa raccontare le polemiche della giornata, né seguire l’agenda dettata dai social. Ci interessano le dinamiche di lungo periodo, quelle che riguardano tutti noi.

5.

Crediamo nella comunicazione non violenta e ci alleniamo ogni giorno ad ascoltare, combattendo i nostri istinti alla passivo-aggressività e all’egocentrismo.

6.

Vogliamo crescere e costruire un posto dove stare bene insieme alla gente che ci vuole bene, ovvero alle nostre lettrici e ai nostri lettori, che da soli rendono il nostro lavoro sostenibile.

7.

Crediamo che le regole siano degli strumenti per orientarsi nella realtà, non dei gioghi ai quali assoggettarla. 

8.

Non ci piacciono i dogmi e cerchiamo di avere in un approccio laico a ogni cosa.
Non vuol dire che non abbiamo le nostre idee, ma non ci spaventa l’idea che possano cambiare.

9.

Crediamo che la crescita non sia uno stato, ma un processo.
Per questo lavoriamo per somigliare ogni giorno di più a quello che pretendiamo di essere.

10.

Qui dentro, nessuno è straniero.