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I grani del futuro

Inverno/primavera

Perché continuiamo a salvare un modello di economia, di produzione e di agricoltura che ci sta distruggendo?

Sradicarmi? La terra mi tiene
​​​​​​​​​​​​​​e la tempesta se viene
mi trova pronto.

“La Terra mi tiene”, Rocco Scotellaro, Tivoli 1942

È il 12 marzo 2020.

Il sole tiepido di fine inverno innervosisce e desta malumore. La pandemia ha già abbracciato tutto il mondo.

Ogni giorno si registrano nuovi casi di Covid-19 e l’Italia è interamente in lockdown da tre giorni. Passano otto giorni, le notizie si gridano. Tra un bollettino e una conferenza stampa, compare l’allarme della Coldiretti: “Con il blocco delle frontiere è a rischio più di un quarto del Made in Italy a tavola che viene raccolto nelle campagne da mani straniere. Sono molti i distretti agricoli del nord dove i lavoratori immigrati rappresentano una componente ben integrata nel tessuto economico e sociale come nel caso della raccolta delle fragole e asparagi nel Veronese, della preparazione delle barbatelle in Friuli, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell’uva, delle mele, delle pere e dei kiwi in Piemonte, dei pomodori, dei broccoli, cavoli e finocchi in Puglia fino agli allevamenti da latte e ai caseifici della Lombardia”, evidenzia Coldiretti nel suo comunicato. 

Dopo decenni di sfruttamento e condizioni para-schiavistiche, per la prima volta ci si rende apparentemente conto del ruolo fondamentale della terra, del cibo e dei braccianti che quel cibo lo raccolgono. Anche loro iniziano a essere chiamati “lavoratori essenziali”. Uomini e donne, spesso invisibili, che ogni giorno lavorano nelle campagne italiane, non solo nella raccolta ma anche in tutti quei lavori agricoli specializzati come la potatura, il diradamento o il trapianto.

L’entusiasmo iniziale dura poco.

Coldiretti chiede di aprire le frontiere per permettere a lavoratori stagionali dall’est Europa – Romania e Moldavia​​​​​​​ – di entrare in Italia. La ministra delle Politiche Agricole e Forestali Teresa Bellanova – oltre a lanciare la proposta di impiegare lavoratori in cassa integrazione e disoccupati – porta avanti la trattativa con Bucarest per aprire i “corridoi verdi”, per facilitare gli spostamenti degli stagionali dall’est Europa, una soluzione adottata anche da Germania e Gran Bretagna, in crisi per la mancanza di lavoratori nel settore agricolo. 

Non si…

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