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Tra i Paesi africani individuati dal Piano Mattei per la prima fase pilota c’è la Repubblica del Congo. A febbraio 2024 la prima nave carica di gas naturale liquefatto estratto in Congo da Eni è arrivata a Piombino, “risultato del forte impegno di Eni e dei suoi partner e del costante sostegno del governo della Repubblica del Congo. Eni e i partner locali hanno condiviso forze di lavoro, know-how e tecnologie, garantire entrate aggiuntive al Paese e contribuire alla sicurezza energetica dell’Europa”. Lo disse l’AD di Eni Claudio Descalzi.
Il progetto, situato all’interno del permesso Marine XII, raggiungerà una capacità di liquefazione del gas di plateau di circa 4,5 miliardi di metri cubi all’anno. I volumi saranno commercializzati da Eni per “affrancare il nostro Paese dalla dipendenza dalle importazioni russe, in coerenza con la strategia di diversificazione delle fonti di approvvigionamento”. Lo diceva proprio Eni.
Ma chi sono questi partner di cui parla Descalzi? Su Slow News ne ho parlato già qui: si chiama Lukoil ed è la più grande compagnia petrolifera russa, colpita dalle sanzioni economiche del Tesoro americano e dell’Unione Europea. Il 27 giugno 2024 l’agenzia russa Ria Novosti ha pubblicato un’intervista al presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou Nguesso, che era a Mosca in visita ufficiale: il presidente congolese ha chiarito i confini di questa partnership in un passaggio specifico di quell’intervista. Esaminando il panorama delle aziende energetiche straniere che lavorano e operano nel Paese ha detto che “c’è un accordo tra l’italiana Eni, la Compagnia petrolifera statale del Congo e Lukoil” e ha specificato che “questa partnership riguarda la produzione di gas naturale liquefatto (GNL)”. Il primo lotto di GNL è già stato prodotto, quello arrivato a Piombino, ed entro il prossimo anno Nguesso ha detto che partirà la seconda fase: “Lukoil vorrebbe ottenere le licenze per la produzione di petrolio, in base alle quali la società potrebbe agire come operatore […] ci aspettiamo che, dopo i negoziati, Lukoil otterrà i permessi e sarà in grado di gestire la produzione di petrolio e gas in Congo”.
Lukoil ha acquisito una partecipazione del 25% in Marine XII nel 2019 dalla New Age britannica e secondo Eni è una quota “inferiore al limite dettato dal regime sanzionatorio applicabile”: sarà così anche quando acquisirà le nuove licenze? E quale è il piano B? Di fronte a queste notizie resta intatta anche la domanda che abbiamo posto qui quando abbiamo iniziato ad occuparci del Piano Mattei: ma siamo proprio sicuri che non sia una porta di ingresso laterale per la Russia in Europa?


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