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Il lungo viaggio. Storia universale della psichedelia

Psichedelia e star

Parliamo dei VIP che hanno fatto uso di sostanze psichedeliche.

Alla fine del precedente episodio ricordavo che nel 1947 la casa farmaceutica svizzera Sandoz (ossia la odierna Novartis) commercializzò l’LSD con il nome di Delysid, mettendone a disposizione gratuitamente notevoli quantità a qualsiasi ricercatore interessato, con l’intenzione di indagare gli effetti potenziali farmacologici della sostanza. La ricevettero anche moltissimi terapeuti, il che portò l’LSD al centro dei dibattiti psichiatrici sin dai primi anni ’50. Ben presto fu evidente che considerare la sostanza un sistema per simulare gli stati psicotici era decisamente riduttivo: le esperienze straordinarie che si andavano raccogliendo in quegli anni sembravano piuttosto rivelare alcuni lati nascosti dei meccanismi mentali, mai visti prima d’ora. Il termine psicotomimetico – utilizzato in un primo momento – venne così presto rimpiazzato da altri due modelli interpretativi: quello psicolitico, ideato dallo psichiatra inglese Ronald Sandison, in cui era illustrata la capacità di «sciogliere la mente» degli psichedelici, e in questo si accordava egregiamente con i metodi della psicoanalisi, promettendo di velocizzarne gli effetti. LSD e psilocibina cominciarono allora a sembrare una vera e propria autostrada in grado di portare i terapeuti molto più rapidamente in alcune aree inesplorate del subconscio dei pazienti. L’altro paradigma nato in quegli anni proveniva dal canadese Saskatchewan Mental Hospital, dove gli psichiatri Humphry Osmond e Abram Hoffer pensarono che per sondare le potenzialità di sostanze che parevano in grado di portare spesso i fruitori nel territorio dell’estasi mistica, potesse essere proficuo coinvolgere persone provenienti da ambiti del tutto differenti. Fu così che contattarono il noto scrittore Aldous Huxley e Al Hubbard, descritto da Pollan come «un oscuro ex contrabbandiere e trafficante di armi, spia, inventore, capitano di imbarcazioni, ex carcerato e mistico cattolico». L’idea di riconfigurare i paradigmi concettuali relativi alle sostanze andò a buon fine, anche se le conseguenze legate al coinvolgimento di Huxley e Al Hubbard superarono quanto immaginato inizialmente da Hoffer e Osmond. Quest’ultimo era anzi piuttosto in apprensione nei giorni immediatamente precedenti alla seduta a base di psilocibina cui avrebbe sottoposto lo scrittore; disse infatti a un collega di «non gradire la possibilità, per quanto remota, di guadagnarsi una piccola quanto disonorevole nicchia nella storia della letteratura come l’uomo che aveva fatto impazzire Aldous Huxley». In realtà dall’assunzione, avvenuta nel 1953, lo scrittore uscì deliziato: «è indubbiamente l’esperienza più straordinaria e significativa che gli esseri umani possano fare al di qua della visione beatifica», confidò al suo editor, e proprio a partire da uno scambio epistolare tra Osmond e Huxley (avvenuto a tre anni di distanza) saltò fuori il nome di psichedelico, con cui siamo da allora abituati a riferirci a questa classe di sostanze. Curiosamente l’idea non fu dello scrittore, che nel 1956 – tentando di ridefinire le molecole in grado di fargli provare simili sensazioni – rivolse un distico al terapeuta in cui coniava il neologismo fanerotimo («A far questo mondo terreno sublime / basta mezzo grammo di fanerotimo»), il cui significato rimandava al manifestarsi dello spirito. Osmond rispose così:

Per precipitare all’inferno o librarti angelico
ti servirà un pizzico di psichedelico

Il neologismo di Osmond significa “che manifesta la mente”. Estasiato dall’esperienza psichedelica, Aldous Huxley nel 1954 pubblicò Le porte della percezione, un volume di appena settanta pagine in cui l’acutezza dello scrittore nel penetrare i diversi livelli e le varie modalità del trip furono descritte in modo così convincente da imporsi da allora come paradigma – il che è piuttosto significativo, se consideriamo quelli che in psichiatria sono noti come «effetti dell’aspettativa», e che sono molto rilevanti nel particolarissimo lavoro che operan…

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