Kosovo: la terra dimenticata
Se in Italia i militari hanno ottenuto sentenze e risarcimenti, in Kosovo la realtà è desolante. Nei luoghi in cui quasi trent’anni fa sono cadute le bombe non ci sono ancora risposte.
Se in Italia i militari hanno ottenuto sentenze e risarcimenti, in Kosovo la realtà è desolante. Nei luoghi in cui quasi trent’anni fa sono cadute le bombe non ci sono ancora risposte.
Dai primi anni Duemila a oggi l’avvocato Tartaglia ha collezionato circa 500 sentenze favorevoli per militari ammalati o deceduti, e la sua attività ha ispirato avvocati di altri paesi ad avviare cause simili
Dalla missione nei Balcani alla diagnosi di tumore, il caso di Emerico Maria Laccetti è il filo che unisce scelte militari, silenzi istituzionali e conseguenze che durano decenni.
Il futuro del turismo invernale si scontra con la crisi climatica. Non ci sono certezze, ma alcuni studi e iniziative di comunità cercano risposte per ridare vita al territorio.
Che cosa verifichiamo? Come e perché?
I social ti mostrano contenuti sull’ADHD, ma probabilmente colmano un vuoto,.
Senza le testimonianze collettive ci manca un pezzo fondamentale per smascherare le narrazioni del potere.

Un podcast settimanale per approfondire una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.

È dedicata all’ADHD e alle neurodivergenze. Nasce dall’esperienza personale di Anna Castiglioni, esce ogni venerdì e ci trovi articoli, studi, approfondimenti, consigli pratici di esperte e esperti.

La cura Alberto Puliafito, è dedicata al giornalismo e alla comunicazione, esce ogni sabato e ci trovi analisi dei media, bandi, premi, formazione, corsi, offerte di lavoro selezionate, risorse e tanti strumenti.

La newsletter della domenica di Slow News. Contiene consigli di lettura, visione e ascolto che parlano dell’attualità ma che durano nel tempo.
s. m. e f. [dal gr. ἀνταγωνιστής, “competitore, avversario”]
1. nel significato classico, l’a. è chi agisce in opposizione a qualcun altro, soprattutto in un conflitto narrativo, politico o simbolico. è la figura che si frappone, che ostacola, che rende visibile lo scontro. senza a., non c’è trama: c’è solo successione di eventi. 2. nel linguaggio mediatico contemporaneo, l’a. viene spesso ridotto a ruolo morale: il cattivo, il nemico, il problema da eliminare. questa semplificazione trasforma il conflitto in spettacolo e l’analisi in tifo. l’a. non è più una posizione, ma un’etichetta. 3. in politica e nel giornalismo, la costruzione dell’a. è una tecnica narrativa potente: serve a delimitare un “noi”, a compattare, a deviare l’attenzione dalle strutture ai soggetti. nominare un a. può essere più efficace che spiegare un sistema. 4. a., in senso culturale, è ciò che mette in crisi un racconto dominante. non necessariamente perché ha ragione, ma perché costringe a esplicitare le premesse. per questo l’a. è spesso scomodo: rallenta, complica, introduce attrito dove si vorrebbe scorrevolezza. 5. eliminare l’a. dal discorso pubblico non significa superare il conflitto, ma renderlo invisibile. e un conflitto invisibile è sempre più facile da gestire per chi detiene il potere.